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CLASSIC LIST

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16/Feb/2021

Per chi si dedica con impegno e dedizione alla passione per il Padel, è importante svolgere un lavoro a medio-lungo termine per rinforzare tutte quelle articolazioni maggiormente sollecitate e quindi più soggette al rischio infortuni.

Tra tutte, le articolazioni della caviglia e del ginocchio sono fortemente sollecitate dalle frenate post scatto in avanti/dietro e dai numerosi cambi di direzione.

Ma anche le articolazioni di spalla, per i numerosi sforzi compiuti durante il match, e di gomito, per le eccessive sollecitazioni determinate dalle vibrazioni della racchetta.

Noi del Centro Equilibrium 2.0 abbiamo stilato una periodizzazione della preparazione fisica a questo magnifico sport, al fine di poter ridurre quanto più possibile il rischio infortuni a livello delle regioni degli arti inferiori e superiori, altresì per l’incremento della performance.

Il tutto ha inizio con la somministrazione di test FMS per la valutazione di mobilità, stabilità, controllo motorio e forza del cliente/atleta.

Ma anche con l’ausilio della tecnologia di Tecnobody con test propriocettivi su Prokin252, e test di performance su D-Wall.

È importante, successivamente ai risultati dei test, eseguire workout di mobilità/stabilità e controllo motorio lì dove si evidenziano le maggiori carenze, sia riguardanti l’arto inferiore che il superiore.

Per ciò che concerne l’arto inferiore, vengono proposti esercizi propriocettivi in appoggio bi/monopodalico con l’ausilio di tavolette, skimmy o bozu ed esercizi di mobilità mediante l’ausilio di elastici.

Per poi passare ad esercizi di forza sia catena cinetica aperta che chiusa.

Per quanto concerne le articolazioni di spalla e gomito sono importanti esercizi di intra ed extra-rotazione con bande elastiche per il rinforzo dei muscoli della cuffia dei rotatori e uno sguardo importante al muscolo sovraspinoso spesso soggetto ad infortunio.

 

Detto ciò basta davvero poco per prevenire e divertirsi tanto con questo meraviglioso sport.

Cozzi Giuseppe, Personal Trainer


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22/Lug/2020

MAL DI SCHIENA

Il “mal di schiena” (LBP, Low Back Pain) è tra i disturbi più diffusi al mondo. Statisticamente, si pensa che il 60\80% della popolazione mondiale, almeno una volta durante la vita, abbia sofferto, o soffrirà, di LBP. Questo dato già ci fa capire quanto, in termini economici, influisca sulle casse dei vari sistemi sanitari, senza contare le giornate perse per il lavoro e/o lo sport.

Il dolore alla schiena non ha una sola causa; i sintomi possono essere provocati dalle diverse strutture della colonna, vertebre, legamenti, muscoli e nervi, ma anche dai visceri, dal sistema vascolare o da infiammazioni dovute a malattie sistemiche. Proprio per questo è molto importante fare una corretta valutazione clinica.

CAUSE

La colonna vertebrale, è una struttura straordinariamente ben progettata di ossa, articolazioni, nervi, legamenti e muscoli interconnessi che lavorano tutti insieme per fornire supporto, forza e flessibilità. Tuttavia, questa struttura complessa lascia anche la parte bassa della schiena suscettibile a lesioni e al dolore.

Il mal di schiena ha tantissime cause e fattori contribuenti, che possono essere legati sia alle strutture che formano la colonna vertebrale (ossa, articolazioni, dischi intervertebrali, muscoli, legamenti, nervi) generando patologie come artrosi, artrite, stenosi del canale vertebrale, spondilolistesi, ernie, protrusioni, lombo-sciatalgie, lombo-cruralgie e osteoporosi, sia legati ad altri  meccanismi neurofisiologici più complessi che, senza nessun danno/cambiamento strutturale, provocano il dolore.

SINTOMI

La lombalgia può iniziare in modo acuto a causa di un infortunio ma può diventare cronica.
Gestire adeguatamente il dolore in una fase precoce può aiutare a limitare i sintomi sia nel tempo che nella gravità.
Identificare e descrivere in modo specifico i sintomi può aiutare a condurre una diagnosi più accurata e un piano di trattamento efficace.

La lombalgia è in genere caratterizzata da una combinazione dei seguenti sintomi:

  • Dolore muscolare che si concentra nella parte bassa della schiena (dolore assiale). Generalmente descritto come sordo e lancinante, questo tipo di dolore può essere accompagnato da spasmi muscolari lievi o gravi, mobilità limitata e dolori ai fianchi e al bacino.
  • Dolore che viaggia verso glutei, gambe e piedi. A volte la lombalgia include una sensazione acuta, pungente, formicolante che si muove lungo la coscia, nella gamba e nel piede, chiamata comunemente “sciatica”. La “sciatica” è causata dall’irritazione del nervo sciatico e di solito si fa sentire solo su un lato del corpo.
  • Dolore che peggiora dopo una seduta prolungata (es lavoratori d’ufficio). La posizione seduta esercita una pressione sui dischi, causando un peggioramento della lombalgia. Riprendere il movimento può alleviare rapidamente la lombalgia ma il ritorno in posizione seduta può causare il ritorno dei sintomi.
  • Dolore suscettibile al cambio di posizione. A seconda della causa del dolore sottostante, alcune posizioni saranno più confortevoli di altre. Ad esempio, con la stenosi spinale camminare normalmente può essere difficile e doloroso ma sporgersi in avanti verso qualcosa, come un carrello della spesa, può ridurre il dolore. La variabilità del sintomo con il cambio della posizione può aiutare a identificare la fonte del dolore, che è peggiore al momento del risveglio ma migliora con il movimento.

Molte persone che soffrono di lombalgia riferiscono sintomi che sono peggiori al risveglio mattutino. Dopo essersi alzati, tuttavia, i sintomi si alleviano. Il dolore al mattino è dovuto alla rigidità causata da lunghi periodi di riposo, alla riduzione del flusso sanguigno durante il sonno e, eventualmente, alla qualità del materasso e dei cuscini utilizzati.
Naturalmente, ci sono altri modi in cui le persone soffrono di lombalgia. La lombalgia varia a livello individuale e molti fattori influenzano l’esperienza del dolore, tra cui la salute mentale ed emotiva, lo stress finanziario o l’esercizio e il livello di attività.

 

IL NOSTRO METODO

Il LBP è un problema complesso e necessita di un corretto inquadramento diagnostico\clinico in un contesto di multidisciplinarietà.

La ricerca scientifica si sta muovendo verso un modello biospicosociale, in quanto è ormai
noto come tanto fattori biologici, quanto psicologici (come la kinesiofobia), sociali (come la scarsa soddisfazione sociale e lavorativa) e cattivi stili di vita (come la sedentarietà) rivestano un ruolo fondamentale nella gestione di tale problema.

Il Centro Equilibirum 2.0, mediante la stretta collaborazione tra diverse figure specialistiche (medici, fisioterapisti e personal trainers), si impegna ad offrire al paziente la migliore soluzione possibile per un ottimale inquadramento diagnostico assolutamente necessario per la realizzazione di un adeguato e individualizzato programma riabilitativo, in un contesto biopsicosociale.

  1. La prima fase è la visita dal Fisiatra, medico specialista nella riabilitazione, necessaria affinché si faccia una corretta diagnosi, indispensabile per la realizzazione di un piano riabilitativo personalizzato. La personalizzazione del piano riabilitativo è imprescindibile in quanto ogni individuo è unico e, come tale, va trattato (ad esempio la lombalgia di uno sportivo agonista non può essere gestita come quella di un pensionato).
  1. La seconda fase si concentra sulla gestione della sintomatologia dolorosa e dell’infiammazione che limitano le autonomie del paziente.

In questa fase il fisioterapista, attraverso la combinazione di tecniche manuali, strumentali e l’introduzione di piccoli esercizi terapeutici, realizza, in accordo col Fisiatra, un programma specifico per il paziente mirato, appunto, alla gestione del dolore e al miglioramento delle attività della vita quotidiana limitate dal processo doloroso e\o infiammatorio.

 

 

  1. La terza fase verte sul miglioramento della percezione del proprio corpo, sull’incremento dei movimenti eseguiti in assenza di dolore e sulla stabilizzazione di tutta la colonna vertebrale.In questa fase, come in quella precedente, laddove possibile, i nostri terapisti si avvalgono della tecnologia “Tecnobody” per valutare e oggettivare i risultati del paziente. In questa fase vengono prese in esame tutte le attività di vita quotidiana del paziente per restituirgli sicurezza anche durante i movimenti più semplici.
  1. La quarta fase, importante quanto le precedenti, ha come obiettivo l’incremento delle riserve energetiche, della forza e della performance del paziente. Questa fase viene eseguita in assenza di dolore e sotto la supervisione del medico Fisiatra. Il paziente viene valutato attraverso i sistemi Technology della “Tecnobody” e viene stilato un programma per aumentare e\o migliorare il tono-trofismo muscolare. Questo momento è estremamente importante per una corretta stabilizzazione del miglioramento ottenuto nelle fasi precedenti nell’ottica di un mantenimento a lungo termine del beneficio ottenuto dalla terapia.

Dott. Calabrese Lorenzo


EQUILIBRIUM

Il Centro Fisioterapico Equilibrium 2.0 nasce a Pescara con l’ idea di abbinare la terapia manuale al movimento poichè esso è parte fondamentale di qualsiasi processo di guarigione e di mantenimento dello stato di salute.

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