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25/Mar/2021

La spalla è l’articolazione più complessa, più sofisticata e con maggiori possibilità di movimento di tutto l’organismo, è formata da tre ossa:

– l’omero,

– la scapola,

– la clavicola.

A queste si aggiungono un sistema di tendini, muscoli, nervi e vasi sanguigni.

I primi permettono i movimenti, mentre i vasi sanguigni sono indispensabili al nutrimento dei tessuti che compongono la spalla.

La parte superiore della spalla è delimitata dall’articolazione tra la scapola e la clavicola, che all’estremità opposta si articola con lo sterno. La scapola, invece, si articola anche con l’omero, che inserisce la sua testa sferica all’interno della cavità gleinoidea, una rientranza sulla superficie della scapola. I cosiddetti tubercoli dell’omero permettono invece ai muscoli della cuffia dei rotatori di attaccarsi saldamente all’articolazione della spalla.

La stabilità della spalla è possibile grazie ai quattro legamenti associati alle ossa della spalla, e che connettono l’omero alla cavità glenoidea. Questi legamenti sono i legamenti gleno-omerali (superiore, medio e inferiore). La spalla riesce a sopportare forti carichi grazie al legamento coraco-acromiale, che collega la scapola alla clavicola, e ai legamenti coraco-clavicolari (trapezoide e conoide), che uniscono la clavicola alla scapola.

A che cosa serve la spalla?

La spalla permette di muovere e posizionare braccia e mani come desiderato, e di collegarli al tronco. Scorrendo lungo la parte posteriore del torace la scapola consente i movimenti ad ampio raggio che possono essere compiuti con il braccio. Ciò ha luogo grazie all’articolazione tra scapola e omero, e all’articolazione scapolo-toracica, cioè quella tra la scapola e le costole, localizzata nella parte posteriore del torace.

I principali movimenti del braccio consentiti dalla spalla sono:

– la flessione,

– l’estensione,

– l’abduzione (cioè l’elevazione laterale),

– la rotazione esterna,

– la rotazione interna,

– la rotazione anteroposteriore.

Dolore alla spalla: quali possono essere le forme più comuni?

La tendinite calcifica di spalla, molto frequente nelle donne sopra i 50 anni, oppure una tendinite, l’artrosi, la capsulite adesiva, la frozen shoulder, o spalla congelata.

Il dolore può essere causato da un evento traumatico ben definito oppure da microtraumatismi ripetuti che superano la capacità di resistenza dei tessuti.

Oppure il dolore alla spalla può essere sintomo dell’evoluzione di patologie infiammatorie e/o degenerative che possono coinvolgere i tendini della spalla (lesione della cuffia dei rotatori) oppure il tessuto osteo-cartilagineo (processo dell’artrosi).

I tre sottogruppi della spalla dolorosa si riferiscono pertanto ai danni di tre tipi di tessuto differenti:

  • ai legamenti articolari della spalla;
  • ai tendini della spalla (cuffia dei rotatori);
  • alla struttura osteo-cartilaginea.

In sintesi la spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano, ma presenta molti punti di fragilità.

Questa sua fragilità può essere compensata da un buon stile di vita, utilizzando l’attività fisica per migliorare la postura, mantenere tonici i muscoli ed elastici i tessuti.

Anche una buona alimentazione che eviti gli eccessi e le cosiddette patologie dismetaboliche da squilibrio nutrizionale, aiuta a rimanere sani ed efficienti.

Quando la spalla si ammala è necessaria un’accurata diagnosi supportata dalle moderne metodiche radiologiche per comprenderne meglio i danni.

La spalla si presta molto bene alle terapie conservative, cioè al trattamento del dolore e soprattutto alla fisioterapia.

L’approccio chirurgico resta fondamentale per pochi casi ben selezionati, dopo aver discusso con il medico i benefici del trattamento e le aspettative del paziente.

Staff Centro Equilibrium 2.0

 

 

 

 


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16/Feb/2021

Per chi si dedica con impegno e dedizione alla passione per il Padel, è importante svolgere un lavoro a medio-lungo termine per rinforzare tutte quelle articolazioni maggiormente sollecitate e quindi più soggette al rischio infortuni.

Tra tutte, le articolazioni della caviglia e del ginocchio sono fortemente sollecitate dalle frenate post scatto in avanti/dietro e dai numerosi cambi di direzione.

Ma anche le articolazioni di spalla, per i numerosi sforzi compiuti durante il match, e di gomito, per le eccessive sollecitazioni determinate dalle vibrazioni della racchetta.

Noi del Centro Equilibrium 2.0 abbiamo stilato una periodizzazione della preparazione fisica a questo magnifico sport, al fine di poter ridurre quanto più possibile il rischio infortuni a livello delle regioni degli arti inferiori e superiori, altresì per l’incremento della performance.

Il tutto ha inizio con la somministrazione di test FMS per la valutazione di mobilità, stabilità, controllo motorio e forza del cliente/atleta.

Ma anche con l’ausilio della tecnologia di Tecnobody con test propriocettivi su Prokin252, e test di performance su D-Wall.

È importante, successivamente ai risultati dei test, eseguire workout di mobilità/stabilità e controllo motorio lì dove si evidenziano le maggiori carenze, sia riguardanti l’arto inferiore che il superiore.

Per ciò che concerne l’arto inferiore, vengono proposti esercizi propriocettivi in appoggio bi/monopodalico con l’ausilio di tavolette, skimmy o bozu ed esercizi di mobilità mediante l’ausilio di elastici.

Per poi passare ad esercizi di forza sia catena cinetica aperta che chiusa.

Per quanto concerne le articolazioni di spalla e gomito sono importanti esercizi di intra ed extra-rotazione con bande elastiche per il rinforzo dei muscoli della cuffia dei rotatori e uno sguardo importante al muscolo sovraspinoso spesso soggetto ad infortunio.

 

Detto ciò basta davvero poco per prevenire e divertirsi tanto con questo meraviglioso sport.

Cozzi Giuseppe, Personal Trainer


EQUILIBRIUM

Il Centro Fisioterapico Equilibrium 2.0 nasce a Pescara con l’ idea di abbinare la terapia manuale al movimento poichè esso è parte fondamentale di qualsiasi processo di guarigione e di mantenimento dello stato di salute.

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