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06/Nov/2020

Se sei entrato almeno una volta in un centro di fisioterapia avrai sentito parlare sicuramente di tecarterapia.

T.E.CA.R. sta ad indicare Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo ovvero il modo in cui la Tecar-terapia trasferisce energia ai tessuti. Sinonimi possono essere “diatermia da contatto”, “diatermia a radiofrequenza” o “diatermia capacitiva resistiva”.

Come dice già il nome la Tecarterapia è una terapia che agisce somministrando energia ai tessuti e le parole Capacitiva e Resistiva stanno ad indicare le modalità con cui può essere effettuata questa somministrazione. La Tecarterapia può essere inserita in tutti i piani terapeutici per la cura e il trattamento delle patologie legate a mani, spalle, ginocchia, gomiti, anca, colonna vertebrale ed eliminare con efficacia dolori articolari nei pazienti sportivi e non.

La Tecarterapia ha avuto da sempre una grande diffusione nel trattamento delle patologie osteo-articolari, in particolare nell’ambito della riabilitazione del paziente sportivo. Il largo utilizzo nella medicina dello sport è sicuramente dovuto alla grande versatilità della Tecarterapia. Infatti la Tecarterapia può essere utilizzata nel trattamento dei traumi acuti, come nelle patologie croniche ma anche nella prevenzione agli infortuni e nei trattamenti pre-gara.

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COME FUNZIONA LA TECARTERAPIA

Per comprendere quelle che sono le reali indicazioni e controindicazioni terapeutiche della tecarterapia è necessario comprenderne il principio di funzionamento e già il nome può essere d’aiuto a questo scopo.
Applicando il principio fisico del condensatore, la Tecarterapia induce all’interno dei tessuti lesi un movimento alterno di attrazione e repulsione (500.000/ 1.000.000 di volte al secondo) delle cariche elettriche degli ioni presenti nei tessuti corporei.

In tal modo la tecarterapia trasferisce energia ai tessuti senza alcuna somministrazione di energia radiante dall’esterno.
Queste “correnti di spostamento” inducono 3 effetti: chimico, meccanico e termico.

EFFETTI DELLA TECARTERAPIA, COME AVVIENE IL PROCESSO DI TRASFERIMENTO ENERGETICO CON LA TECARTERAPIA?

Per rispondere a questa domanda è importante ricordare che il corpo umano è composto principalmente di acqua e sali disciolti in essa.
Questi sali contenuti nell’acqua, si scompongono in cariche elettriche positive e cariche elettriche negative.
La tecarterapia crea prima una forza che attrae e successivamente una forza che respinge queste cariche elettriche.

Quella che si verifica è una vibrazione degli ioni contenuti nel corpo.
Questo effetto non avviene nel corpo intero ma solo nella parte che è compresa tra la piastra e l’elettrodo utilizzato.  Il paziente non percepisce corrente ma semplicemente sensazioni di tepore.

La tecar non emana radiazioni ionizzanti come quelle che si producono durante le radiografie, quindi non è pericolosa anche se va utilizzata comunque da personale esperto al fine di avere un corretto effetto terapeutico e di non arrecare danni ai tessuti.

TECARTERAPIA, QUALI SONO I BENEFICI

La vibrazione indotta dalla tecarterapia nel tessuto ha diversi effetti a livello biologico e cellulare. E’ possibile infatti riconoscere alla tecarterapia un effetto biostimolante, utile sia nei processi degenerativi che nei processi traumatici, un effetto drenante, utile oltre che nelle patologie estetiche anche in quelle infiammatorie, un incremento della temperatura che può essere utile a rilassare la muscolatura e infine un effetto antidolorifico che è il risultato dei precedenti.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE DELLA TECARTERAPIA

La tecarterapia può coadiuvare il trattamento di diverse patologie come ad esempio l’artrosi, il mal di schiena, le cervicalgie, le tendiniti e fascite plantare.

Può essere un valido supporto nel trattamento delle contratture muscolari e nel trattamento sintomatico della fibromialgia.
Le fibrosi sono un altro campo di applicazione della tecarterapia.

In traumatologia trova applicazione nella facilitazione del riassorbimento degli ematomi e nella biostimolazione delle lesioni muscolari.

Le condizioni in cui la tecarterapia è utile sono moltissime, qui di seguito te ne elenco alcune:

  • distorsioni,
  • tendiniti come ad esempio la tendinite di De Quervain (al polso),
  • borsiti,
  • lesioni tendinee e muscolari
  • Sindrome del piriforme,
  • traumi ossei e osteoarticolari,
  • osteoporosi: ne soffrono soprattutto donne dopo la menopausa;
  • riabilitazione post chirurgica: come ad esempio la riparazione del legamento crociato anteriore o della cuffia dei rotatori,
  • dolori muscolari;
  • pubalgia;
  • edemi: ne abbiamo trattati molti che si erano formati a seguito di una forte contusione;
  • ematomi come quelli che si formano nel caso di importanti lesioni muscolari
  • gonalgia
  • lesione legamento crociato anteriore
  • lesione legamento crociato posteriore
  • tenosinovite
  • stenosante
  • alluce valgo
  • coxartrosi
  • lesione cartilagine triangolare del polso
  • lesioni tendinee: es. la rottura del tendine del capo lungo del bicipite, del tendine del muscolo sopraspinoso o del tendine di achille;
  • gonartrosi
  • fascite plantare
  • epicondiliti chiamate anche “gomito del tennista”
  • epitrocleiti conosciute anche come “gomito del golfista”
  • capsuliti, come nel caso della capsulite adesiva
  • spalla congelata
  • contratture
  • borsiti, spesso se ne vedono in spalle problematiche o nella parte posteriore del gomito (borsite olecranica)
  • dolori muscolari
  • sciatica
  • lombalgia
  • lombosciatalgia
  • cicatrici
  • traumi sportivi
  • condropatia rotulea
  • dismenorrea
  • capsulite adesiva o sidrome della spalla congelata
  • frattura del femore
  • dito a scatto
  • frattura dell’acetabolo
  • frattura della clavicola
  • frattura del calcagno
  • frattura dell’omero
  • frattura della tibia
  • frattura del metatarso
  • frattura del calcagno
  • cervicalgia
  • triggerpoint
  • dolore dietro al ginocchio
  • dolore al centro della schiena
  • dolore al collo

CONTROINDICAZIONI DELLA TECARTERAPIA

Le controindicazioni assolute per il trattamento di tecarterapia sono principalmente 4:

– Pazienti affetti da neoplasie,

– Pazienti in stato di gravidanza,

– Pazienti in età pediatrica,

– Pazienti portatori di pacemaker.

QUANTE SEDUTE SERVONO DI TECARTERAPIA?

Questa è una domanda che il fisioterapista sente spesso dai suoi pazienti e non solo per i trattamenti di tecarterapia.

Poiché ogni paziente reagisce in modo singolare e unico alla terapia, non esiste una risposta certa del tipo “tra sei sedute non avrai più dolore!”.
Magari fosse possibile prevederlo, i fisioterapisti avrebbero tanti pensieri in meno. La risposta viene data in base al tipo di patologia, al tipo di paziente e al tipo di esperienza del fisioterapista, e raramente si danno risposte certe. Il più delle volte si parla di range “tra 5 – 7 sedute si dovrebbero avere dei miglioramenti sensibili”

La frequenza delle sedute dipende dal tipo di persona che stiamo seguendo: se sti sta trattando un giocatore che il giorno dopo deve entrare in campo allora si opta per effettuare brevi cicli ma più frequenti nel corso della giornata, se si tratta del dolore alla schiena di un impiegato di banca, 3 volte alla settimana potrebbero andar bene, meglio ancora se intervallate da un giorno di pausa quindi ad esempio fare: lunedì, mercoledì e venerdi; oppure martedi, giovedi e sabato.
Nel caso di cicli da dieci sedute spesso si pianifica il percorso terapeutico in questo modo: le prime due settimane si effettuano tre sedute a settimana mentre le ultime due settimane, due volte a settimana.

https://www.fisioterapiaitalia.com/tecnologie/tecarterapia/

 

 

 

 

 


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22/Lug/2020

MAL DI SCHIENA

Il “mal di schiena” (LBP, Low Back Pain) è tra i disturbi più diffusi al mondo. Statisticamente, si pensa che il 60\80% della popolazione mondiale, almeno una volta durante la vita, abbia sofferto, o soffrirà, di LBP. Questo dato già ci fa capire quanto, in termini economici, influisca sulle casse dei vari sistemi sanitari, senza contare le giornate perse per il lavoro e/o lo sport.

Il dolore alla schiena non ha una sola causa; i sintomi possono essere provocati dalle diverse strutture della colonna, vertebre, legamenti, muscoli e nervi, ma anche dai visceri, dal sistema vascolare o da infiammazioni dovute a malattie sistemiche. Proprio per questo è molto importante fare una corretta valutazione clinica.

CAUSE

La colonna vertebrale, è una struttura straordinariamente ben progettata di ossa, articolazioni, nervi, legamenti e muscoli interconnessi che lavorano tutti insieme per fornire supporto, forza e flessibilità. Tuttavia, questa struttura complessa lascia anche la parte bassa della schiena suscettibile a lesioni e al dolore.

Il mal di schiena ha tantissime cause e fattori contribuenti, che possono essere legati sia alle strutture che formano la colonna vertebrale (ossa, articolazioni, dischi intervertebrali, muscoli, legamenti, nervi) generando patologie come artrosi, artrite, stenosi del canale vertebrale, spondilolistesi, ernie, protrusioni, lombo-sciatalgie, lombo-cruralgie e osteoporosi, sia legati ad altri  meccanismi neurofisiologici più complessi che, senza nessun danno/cambiamento strutturale, provocano il dolore.

SINTOMI

La lombalgia può iniziare in modo acuto a causa di un infortunio ma può diventare cronica.
Gestire adeguatamente il dolore in una fase precoce può aiutare a limitare i sintomi sia nel tempo che nella gravità.
Identificare e descrivere in modo specifico i sintomi può aiutare a condurre una diagnosi più accurata e un piano di trattamento efficace.

La lombalgia è in genere caratterizzata da una combinazione dei seguenti sintomi:

  • Dolore muscolare che si concentra nella parte bassa della schiena (dolore assiale). Generalmente descritto come sordo e lancinante, questo tipo di dolore può essere accompagnato da spasmi muscolari lievi o gravi, mobilità limitata e dolori ai fianchi e al bacino.
  • Dolore che viaggia verso glutei, gambe e piedi. A volte la lombalgia include una sensazione acuta, pungente, formicolante che si muove lungo la coscia, nella gamba e nel piede, chiamata comunemente “sciatica”. La “sciatica” è causata dall’irritazione del nervo sciatico e di solito si fa sentire solo su un lato del corpo.
  • Dolore che peggiora dopo una seduta prolungata (es lavoratori d’ufficio). La posizione seduta esercita una pressione sui dischi, causando un peggioramento della lombalgia. Riprendere il movimento può alleviare rapidamente la lombalgia ma il ritorno in posizione seduta può causare il ritorno dei sintomi.
  • Dolore suscettibile al cambio di posizione. A seconda della causa del dolore sottostante, alcune posizioni saranno più confortevoli di altre. Ad esempio, con la stenosi spinale camminare normalmente può essere difficile e doloroso ma sporgersi in avanti verso qualcosa, come un carrello della spesa, può ridurre il dolore. La variabilità del sintomo con il cambio della posizione può aiutare a identificare la fonte del dolore, che è peggiore al momento del risveglio ma migliora con il movimento.

Molte persone che soffrono di lombalgia riferiscono sintomi che sono peggiori al risveglio mattutino. Dopo essersi alzati, tuttavia, i sintomi si alleviano. Il dolore al mattino è dovuto alla rigidità causata da lunghi periodi di riposo, alla riduzione del flusso sanguigno durante il sonno e, eventualmente, alla qualità del materasso e dei cuscini utilizzati.
Naturalmente, ci sono altri modi in cui le persone soffrono di lombalgia. La lombalgia varia a livello individuale e molti fattori influenzano l’esperienza del dolore, tra cui la salute mentale ed emotiva, lo stress finanziario o l’esercizio e il livello di attività.

 

IL NOSTRO METODO

Il LBP è un problema complesso e necessita di un corretto inquadramento diagnostico\clinico in un contesto di multidisciplinarietà.

La ricerca scientifica si sta muovendo verso un modello biospicosociale, in quanto è ormai
noto come tanto fattori biologici, quanto psicologici (come la kinesiofobia), sociali (come la scarsa soddisfazione sociale e lavorativa) e cattivi stili di vita (come la sedentarietà) rivestano un ruolo fondamentale nella gestione di tale problema.

Il Centro Equilibirum 2.0, mediante la stretta collaborazione tra diverse figure specialistiche (medici, fisioterapisti e personal trainers), si impegna ad offrire al paziente la migliore soluzione possibile per un ottimale inquadramento diagnostico assolutamente necessario per la realizzazione di un adeguato e individualizzato programma riabilitativo, in un contesto biopsicosociale.

  1. La prima fase è la visita dal Fisiatra, medico specialista nella riabilitazione, necessaria affinché si faccia una corretta diagnosi, indispensabile per la realizzazione di un piano riabilitativo personalizzato. La personalizzazione del piano riabilitativo è imprescindibile in quanto ogni individuo è unico e, come tale, va trattato (ad esempio la lombalgia di uno sportivo agonista non può essere gestita come quella di un pensionato).
  1. La seconda fase si concentra sulla gestione della sintomatologia dolorosa e dell’infiammazione che limitano le autonomie del paziente.

In questa fase il fisioterapista, attraverso la combinazione di tecniche manuali, strumentali e l’introduzione di piccoli esercizi terapeutici, realizza, in accordo col Fisiatra, un programma specifico per il paziente mirato, appunto, alla gestione del dolore e al miglioramento delle attività della vita quotidiana limitate dal processo doloroso e\o infiammatorio.

 

 

  1. La terza fase verte sul miglioramento della percezione del proprio corpo, sull’incremento dei movimenti eseguiti in assenza di dolore e sulla stabilizzazione di tutta la colonna vertebrale.In questa fase, come in quella precedente, laddove possibile, i nostri terapisti si avvalgono della tecnologia “Tecnobody” per valutare e oggettivare i risultati del paziente. In questa fase vengono prese in esame tutte le attività di vita quotidiana del paziente per restituirgli sicurezza anche durante i movimenti più semplici.
  1. La quarta fase, importante quanto le precedenti, ha come obiettivo l’incremento delle riserve energetiche, della forza e della performance del paziente. Questa fase viene eseguita in assenza di dolore e sotto la supervisione del medico Fisiatra. Il paziente viene valutato attraverso i sistemi Technology della “Tecnobody” e viene stilato un programma per aumentare e\o migliorare il tono-trofismo muscolare. Questo momento è estremamente importante per una corretta stabilizzazione del miglioramento ottenuto nelle fasi precedenti nell’ottica di un mantenimento a lungo termine del beneficio ottenuto dalla terapia.

Dott. Calabrese Lorenzo


EQUILIBRIUM

Il Centro Fisioterapico Equilibrium 2.0 nasce a Pescara con l’ idea di abbinare la terapia manuale al movimento poichè esso è parte fondamentale di qualsiasi processo di guarigione e di mantenimento dello stato di salute.

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